Win Win

Un film in cui lo sport è la cornice per le avventure umane di una famiglia.

Un bell'esempio di quanto possa essere importante lo sport nella crescita di un ragazzo e di quanto possa essere un legame, un ponte tra genitori e figli.

Lo sport in questo film non è vissuto nella spasmodica ricerca della vittoria ma come condivisione di qualcosa tra genitori (affidatari in questo caso) e i figli. Lo sport sembra anche rappresentare la possibilità di riscatto per il protagonista. L'ego però dovrà fare posto all'adulto che decide di prendersi cura del bambino.

 

Colpo vincente

Uno dei primi film di sport che ho visto in vita mia. Ero piccolo ma qualcosa di questo film mi aveva colpito già allora. Come spesso succede nei migliori film l'azione è meno importante dei personaggi e della loro complessità.

Sono molti gli spunti che questo film propone. Partendo dal concetto di fiducia (quella che i compagni di squadra mostrano nel momento decisivo) fino ad arrivare alla complessità della figura dell'allenatore e la sua relazione con il gruppo.

 

Ogni maledetta domenica

Uno dei discorsi più famosi della sotia del cinema

 

Il più bel gioco della mia vita

Il racconto romanzato di uno dei più grandi giocatori non professionisti di golf.

Il film è particolarmente interessante per la psicologia dello sport perchè mostra l'importanza di saper usare l'immaginazione. Uno dei golfisti del torneo finale affidandosi alle sue percezioni e alla sua capacità di immergersi in un mondo interno privo di distrazioni riesce a raggiungere la massima concentrazione e efficacia possibile.

 

Bagger Vance

Il film pur non essendo particolarmente coinvolgente presenta alcuni temi importanti per la psicologia sportiva. Nella mia personale interpretazione del film direi che Bagger Vance e il bambino che lo aiuta come caddy non sono altro che parti diverse del protagonista. Mi spiego; Bagger Vance interpreta il ruolo di ciò che nella psicologia analitica viene identificato come il Joker, il Trickster, il Jolly.... l'archetipo che con una base di apparente follia porta elementi inconsci all'attenzione del protagonista. La sua presenza sarà utile fino a che il protagonista non avrà incontrato i suoi demoni, la sua ombra (la guerra e le sue ripercussioni psicologiche). Una volta svolta la sua funzione lascierà il posto al bambino, altra figura archetipica che rappresenta la capacità di agire "come se" tutto fosse un gioco, con la stessa leggerezza ma allo stesso tempo con il massimo dell'efficacia.

Non è forse questo uno degli scopi della psicologia sportiva? Liberare la mente da pensieri inutili per lasciare che il corpo agisca, che giochi "come se"...

Fab5

Documentario sulla storia di 5 matricole che hanno cambiato il mondo del basket universitario e la moda del basket planetario.

Le voci narranti del documentario sono quelle degli stessi giocatori che ripercorrono la loro esperienza. Attraverso queste voci è possibile rivivere l'ostracismo e le critiche che questi atleti hanno dovuto affrontare. 5 giocatori di colore che parlano e si atteggiano da duri in un'università con determinate tradizioni e storia.

Dal punto di vista psicologico è interessante osservare come il gruppo si sia rinforzato e stretto per affrontare queste difficoltà. La percezione che il mondo aveva di questi ragazzi è completamente diversa dalla percezione che loro stessi avevano della loro squadra. Più li criticavano e più si riafforzavano

L'ultimo samurai

Ho scelto questo film nonostante non parli esplicitamente di sport perchè mette in luce alcune componenti importanti di un percorso di psicologia sportiva.

La sacralità con cui vivono i samurai, l'importanza del rituale, il coltivare la conoscenza oltre che le capacità di lotta. Così come un atleta dovrebbe coltivare la capacità mentali oltre che quelle fisiche. La lotta, la guerra diventano così qualcosa di più importante di ciò che sembrano, diventano sacre.

Una scena del film in particolare ha catturato la mia attenzione. Il protagonista si trova ad un certo punto della storia circondato dai nemici e prima di agire vede la scena della lotta nella sua mente, la visualizza anticipando e intuendo le mosse dei suoi avversari. Solo dopo si sentirà in grado di fronteggiare la situazione sapendo esattamente come muoversi. Questa capacità di visualizzazione e di apertura fiduciosa  al proprio intuito è estremamente importante anche per un atleta.

 

Imbattibile

La storia vera di un tifoso di una squadra di football americano che ne diventa uno dei giocatori.

La determinazione del tifoso-giocatore supera le difficoltà e i pregiudizi. "E' troppo vecchio, non è fisicamente preparato, non ha esperienza...".

Un bell'esempio di come le componenti mentali possano aiutare un atleta a superare le avversità.

Vincent mostra le componenti intrinseche (la voglia di dimostrare di potercela fare) e estrinseche (Il riscatto da una società economicamente in crisi e una situazione personale disagiata) della motivazione. Entrambe

Coach Carter

La storia vera di un allenatore di basket (Ken Carter interpretato da Samuel L. Jackson) che accetta l'incarico in un liceo difficile (Richmond High School in California). Studenti-giocatori indisciplinati che vedono nello sport la possibilità di evasione dal ghetto in cui vivono e che non riconoscono nell’istituzione scolastica così come negli insegnanti-allenatori una possibilità di riscatto.

L'allenatore sembra svolgere un ruolo complementare a quello del ghetto. Se uno, il ghetto, sembra essere privo di regole, l'altro, il campo ne diventa impregnato. Coach Carter mostra una leadership forte che deve contrapporsi a un contesto sociale fragile e dispersivo.

Lo stesso Ken Carter, studente della stessa scuola da giovane, aveva trovato nello sport e nella disciplina la fuga da una famiglia abusante.

Inizialmente i ragazzi non accettano il ruolo del nuovo allenatore ma con il tempo scoprono gli aspetti protettivi del suo modo di fare.

Dal punto di vista psicologico/sportivo ho trovato interessante l’uso dei nomi delle donne conosciute dal Coach per chiamare i vari schemi difensivi e offensivi della squadra. I nomi e quindi gli schemi vengono associati ai caratteri delle donne descritte ai ragazzi dall’allenatore. Questo rende più semplice per i giocatori associare gli schemi a un determinato atteggiamento. Normalmente gli schemi hanno nomi neutri che per i giocatori hanno il semplice riferimento a una serie di movimenti e disposizioni tattiche. Potremmo dire che normalmente attivano maggiormente l’emisfero sinistro del cervello, quello deputato al pensiero organizzato e schematico.

All is lost - Tutto è perduto

Il viaggio solitario di un uomo in mare aperto.

Ho trovato interessante questo film per il confronto con la crisi e con ciò che non può essere controllato. Cosa può fare un marinaio da solo con una piccola imbarcazione in una tempesta? Non molto se non essersi preparati per tempo, conoscere quali sono le priorità da risolvere, cosa può essere perso e cosa deve essere protetto. Non si può risolvere la tempesta ma la si può attraversare convogliando le proprie energie e concentrazione verso ciò che serve senza disperdere le forze. Lo scopo diventa quello di mettersi nelle condizioni migliori possibili per poter lasciare che la tempesta passi e per poter essere pronti a cogliere il prossimo cambiamento... una nave in soccorso, il vento favorevole.....

Il maledetto United

La storia di un allenatore ossessionato dall'idea di battere l'allenatore del Leeds.

Un bel film sulla figura dell'allenatore e sulla differenza tra motivazione e ossessione. La differenza tra le due modalità non è molta; entrambe spingono verso un obiettivo e bruciano fino a che questo non è stato raggiunto. Il film racconta bene come l'ossessione a differenza della motivazione sia cieca, incapace di adattarsi ad un ambiente in continua evoluzione, bruci consumando anche il protagonista.

La motivazione può attingere dallo stesso fuoco interno controllandone gli effetti e rimanendo centrati sul presente

More than a game

Documentario che, attraverso dei filmati e delle interviste, racconta gli anni di scuola di Lebron James. Uno sguardo interessante su uno degli atleti più famosi dei nostri giorni e su cui negli ultimi anni si sono concentrate fortissime aspettative.  Spesso i media si sono riferiti a lui come "l'eletto, il predestinato, il re...". Come vive un giovane atleta la fama, il successo e le aspettative?

Alcune di queste domande trovano risposta nel rapporto di LJ con i compagni di squadra e l'allenatore a cui spesso si riferisce parlando di "famiglia".

Trovo estremamente interessante osservare la carriera di questo atleta il cui unico limite sembra essere proprio l'aspetto motivazionale. Dove trova ispirazione e motivazione un atleta per cui tutto sembra facile? Come si spiegano i suoi continui cambi di squadra (Clevelan, Miami e ora nuovamente a Cleveland)? Cosa sta ceracado LJ?

 

Animatrix

Di questa serie di animazioni che raccontano parti della storia di Matrix ho trovato molto interessante quella che ha per protagonista un'atleta che corre i 100m (World record).

L'animazione rappresenta molto bene lo stato di flow che può sperimentare un'atleta completamente concentrato e immerso nella sua attività. La sensazione di entrare in uno spazio senza tempo e senza sforzo dove la realtà si fonde con le nostre fantasie. Una volta raggiunto questo stato di coscienza tutto diventa possibile, il corpo agisce senza che la mente interferisca e può quindi usare tutto ciò che gli serve per agire con la massima efficacia. Testimonianza della sospensione del pensiero è la scarsa memoria degli eventi appena trascorsi. La sensazione rimane viva ma la successione degli eventi si fa più confusa e imprecisa.

 

Kuroko no Basket

Kuroko no basket (Il basket giocato da Kuroko) è un manga, diventato poi un anime, di Tadatoshi Fujimaki, che racconta le avventure sportive di un giovane playmaker liceale.

Ho deciso di inserirlo tra il materiale video riguardante la psicologia sportiva perché non sempre le parole riescono a descrivere in modo efficace un determinato stato psicologico che si vive in campo.

In questo caso il prodotto artistico e grafico credo raccontino molto bene cosa si intenda per “stato di Flow”, o, come viene descritto nell’anime “essere nella zona”.

Il fatto che non si riesca a descrivere con le parole uno stato di “flow” ci aiuta a capire quanto questo non sia legato a una parte del cervello razionale e analitica (emisfero sinistro) quanto più alla parte più creativa e libera del cervello (emisfero destro). Il disegno e l’animazione spiegano bene come il Flow sia una sensazione in cui il pensiero lascia spazio al movimento. Il corpo agisce senza che i pensieri interferiscano. Questo permette al corpo di avere tutte le risorse necessarie per realizzare ciò che altrimenti sarebbe impossibile. L’allenamento mentale serve per incrementare le possibilità che questo particolare “stato di grazia” si verifichi durante l’attività sportiva.

 

 

Muse (Kobe Bryant)

misfero destro). Il disegno e l’animazione spiegano bene come il Flow sia una sensazione in cui il pensiero lascia spazio al movimento. Il corpo agisce senza che i pensieri interferiscano. Questo permette al corpo di avere tutte le risorse necessarie per realizzare ciò che altrimenti sarebbe impossibile. L’allenamento mentale serve per incrementare le possibilità che questo particolare “stato di grazia” si verifichi durante l’attività sportiva.